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Iperammortamento 2026 software agevolabili per produzione e magazzino
Giacomo Minichiello
Iperammortamento 2026, software agevolabili solo a una condizione: devono essere collegati al sito produttivo e interconnessi al sistema di gestione della produzione. La maggiorazione arriva al 180% del costo, ma i gestionali amministrativi restano quasi interamente esclusi dall’Allegato V.
Che cos’è l’iperammortamento 2026
Reintrodotto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, L. 199/2025), l’iperammortamento sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, i cui effetti si sono esauriti tra fine 2025 e il primo semestre 2026.
Il meccanismo è diverso da quello a cui le imprese si erano abituate. Il credito d’imposta era un importo compensabile in F24: beneficio immediato e liquido. L’iperammortamento è una maggiorazione extracontabile del costo di acquisizione, che genera quote di ammortamento più alte e una variazione in diminuzione in dichiarazione. Il vantaggio non arriva subito ma si distribuisce lungo il piano di ammortamento.
In compenso non dipende da un plafond che può esaurirsi: è un meccanismo fiscale, non un bando. Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Quali sono le aliquote
Due precisazioni che circolano ancora in modo scorretto. La prima: il testo definitivo ha eliminato la maggiorazione aggiuntiva di 40 punti per gli investimenti a elevata riduzione dei consumi energetici prevista nella bozza. Le tabelle con aliquote 220/140/90 sono superate. La seconda: il risparmio massimo sul primo scaglione è del 43,2% del costo (180% × IRES 24%), non oltre il 60% come si legge in alcune stime ottimistiche.
Esempio. Un investimento di 150.000 € in un sistema MES interconnesso genera una base ammortizzabile di 420.000 €. Il risparmio IRES complessivo è di circa 100.800 €, ripartito sugli esercizi di ammortamento.
Iperammortamento 2026 software agevolabili nell’allegato V
I beni immateriali agevolabili sono elencati nell’Allegato V della legge, che sostituisce il precedente Allegato B della L. 232/2016. Il criterio non è tecnologico né economico: è il collegamento diretto al sito produttivo.
Nell’ iperammortamento 2026 rientrano i software che governano, misurano o tracciano il processo di fabbrica:
Software MES per avanzamento, tracciabilità e versamento della produzione;
Software WMS per la gestione dei flussi di magazzino, missioni di refill e picking;
Software schedulatori di produzione e sistemi APS per la sequenza produttiva;
Software di monitoraggio macchine, acquisizione dati da PLC e calcolo di OEE e OLE;
Un punto spesso trascurato: il perimetro non finisce al reparto. Un WMS che governa i flussi di magazzino e uno schedulatore che sequenzia le commesse sono altrettanto collegati al sito produttivo di un MES. Chi valuta l’investimento solo sul monitoraggio macchine sottodimensiona il progetto e, con esso, la base agevolabile.
Perchè l’interconnessione decide tutto
Il bene deve essere nuovo e interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione. Senza interconnessione documentata la maggiorazione non si applica, qualunque sia la natura del bene.
Interconnessione significa scambio bidirezionale e automatico di dati con i sistemi informativi aziendali, più identificazione univoca del bene. Concretamente: l’ordine scende dall’ERP al terminale di reparto, gli avanzamenti risalgono senza reimputazione manuale, i dati macchina alimentano i KPI in tempo reale.
È qui che si separa un investimento agevolabile da uno contestabile in verifica. Un software installato ma non integrato con l’ERP e con il campo non soddisfa il requisito. Un sistema che dialoga nativamente con SAP, Dynamics 365 Business Central, IBM i, Zucchetti o Passpartout e simultaneamente acquisisce dati dagli impianti lo soddisfa in modo dimostrabile.
Come si accede: la procedura GSE
Questo è il capitolo che molte guide pubblicate a inizio 2026 non contengono, perché precedono il decreto attuativo. Il decreto MIMIT-MEF è stato firmato il 4 e 7 maggio 2026; la piattaforma GSE è operativa dal 12 giugno 2026. Il percorso è sequenziale:
- Comunicazione preventiva: dati dell’impresa, tipologia e importo degli investimenti, data stimata di interconnessione.
- Comunicazione di conferma: entro 60 giorni dall’esito positivo delle verifiche, con prova del pagamento di almeno il 20% del costo di ciascun bene.
- Comunicazione di completamento dell’investimento.
- Comunicazione integrativa: entro il 30 giugno successivo, con piano di ammortamento e quote imputate a ciascun esercizio.
Si aggiungono perizia tecnica asseverata o attestato di conformità e certificazione contabile. Il vincolo di produzione dei beni in UE o SEE, presente nel testo originario, è stato soppresso dal decreto fiscale. L’agevolazione non è cumulabile con Transizione 4.0 e 5.0 sulle stesse quote di costo.
Dal beneficio fiscale al ritorno industriale
Un incentivo riduce il costo di un progetto, la leva vera resta l’efficienza che il sistema produce a regime.
Le soluzioni materialSUITE® : MES, WMS, schedulatore e rilevazione tempi e materialBOX® per il monitoraggio macchine nascono con l’interconnessione come requisito progettuale, non come adempimento successivo. Sono certificate Industria 4.0 e compatibili con la documentazione richiesta. Le imprese che le adottano riportano mediamente una riduzione del 20-30% dei tempi di gestione magazzino, un aumento del 15-25% dell’efficienza produttiva e una riduzione del 30-40% degli errori manuali
